Mandorla Amara del Salento
1. Descrizione generale
La mandorla amara (Prunus dulcis var. amara) è una varietà antica e oggi rara nel Salento.
Non commestibile allo stato naturale per l’alto contenuto di amigdalina, si distingue per l’aroma intenso
e per l’uso come portainnesto rustico e resistente.
2. Caratteristiche botaniche
- Albero: medio vigore, chioma tondeggiante.
- Foglie: lanceolate, verde intenso.
- Fiori: bianchi o rosati, fioritura precoce (febbraio-marzo).
- Frutto: drupa ovale con guscio legnoso, molto resistente.
- Seme: mandorla piatta e amara, non edule.
3. Composizione e proprietà
- Amigdalina: glucoside cianogenetico responsabile dell’amaro.
- Olio essenziale: ricco di benzaldeide, aroma tipico intenso.
- Acidi grassi: oleico e linoleico, usati in cosmetica.
- Proprietà: aromatizzante, cosmetica, aromaterapica (non alimentare diretta).
4. Usi
Tradizionali: portainnesto rustico per mandorlo dolce e pesco; in passato piccole dosi usate in pasticceria e liquoristica (amaretti, rosoli).
Moderni: produzione di aromi alimentari dopo processi di detossificazione, uso in cosmetica, erboristeria e profumeria.
5. Coltivazione in Salento
- Clima: mediterraneo secco, ottima resistenza a siccità.
- Terreno: calcareo, ben drenato, anche povero e arido.
- Gestione: bassa richiesta idrica, coltivato nei terreni marginali.
- Valore agronomico: rusticità, resistenza a malattie e parassiti.
6. Aspetti economici
- Scarso interesse come frutto da consumo diretto.
- Apprezzata nella trasformazione industriale (aromi, cosmetici).
- Potenziale di recupero come prodotto di nicchia e portainnesto autoctono.
- Elemento di valorizzazione per biodiversità e filiere locali.
7. Curiosità
- Simbolo di resilienza: cresceva spontanea nei terreni marginali.
- Ancora oggi custodita in piccoli appezzamenti come “pianta della memoria”.
- In alcune famiglie veniva usata per dolci e liquori casalinghi aromatici.


