Albicocca Vitillo coltivata nel Salento
🌱 Origine e caratteristiche botaniche
L’albicocca Vitillo è una varietà selezionata da seme di origine sconosciuta nell’area vesuviana (Ercolano) nel 1973. È una cultivar molto adatta per il Sud Italia e per zone collinari. La selezione è attribuita al genetista G. Pugliano dell’Università di Napoli Federico II.
La pianta presenta un portamento vigoroso con dimensioni medio-grandi, raggiungendo i 4–6 metri di altezza. La chioma è ampia ed espansa, con buona copertura fogliare.
🍑 Frutto e maturazione
I frutti maturano nella terza decade di giugno, con una leggera anticipazione nella zona del Salento, dove la raccolta avviene di solito a metà giugno. Il frutto è di grossa pezzatura, con un peso medio di circa 90 grammi, di forma ovato-ellittica.
La buccia è giallo-arancio con un sovraccolore rosso che copre tra il 30% e il 50% della superficie, soprattutto nelle zone esposte al sole. La polpa è di colore arancio intenso, soda, succosa, molto aromatica. Ha una consistenza ottima per il consumo fresco. Il sapore è equilibrato, dolce-acidulo, con un contenuto zuccherino di circa 12 °Brix e acidità moderata. Il nocciolo è spicco o semispicco.
La varietà mostra buona resistenza alle manipolazioni post-raccolta, ma la conservabilità in celle frigo non è tra le più prolungate.
🌿 Coltivazione e adattabilità
La Vitillo è adatta a climi caldi, soleggiati e asciutti, come quello del Salento. Teme però le gelate tardive, essendo una varietà a fioritura precoce. Si adatta a diversi tipi di terreno, compresi quelli calcarei, a patto che siano ben drenati.
L’impianto consigliato prevede sesti di 4×4 o 5×3 metri. La potatura deve essere moderata, preferibilmente su legno di un anno. È importante la rimozione dei succhioni e un leggero diradamento della chioma per evitare eccessiva ombreggiatura interna.
La Vitillo è autofertile, ma beneficia della presenza di impollinatori co-fiorenti come San Castrese e Sungiant per migliorare l’allegagione. Tra i portainnesti consigliati troviamo Mirabolano 29C, Missour, Montclar e Rootpac-R.
🛡️ Resistenza e difesa
La produttività della Vitillo è elevata e costante. Fruttifica principalmente su rami misti e dardi. Tuttavia, può essere sensibile a diverse malattie:
- Cancro batterico (Pseudomonas syringae)
- Cancro rameale
- Ragnetto giallo
- Monilia (marciume dei frutti)
- Corineo (impallinatura fogliare)
- Antracnosi
Si raccomandano trattamenti preventivi con rame e prodotti specifici nelle fasi più critiche. Fondamentale anche la gestione dell’umidità e la corretta ventilazione della chioma.
🍽️ Utilizzo in cucina
L’albicocca Vitillo è apprezzata soprattutto per il consumo fresco grazie all’aroma intenso, alla consistenza soda e al sapore equilibrato. Può essere utilizzata anche per la preparazione di dolci, confetture e trasformati, pur mantenendo la sua vocazione prevalente per il consumo diretto.
✅ Sintesi per il Salento
| Aspetto | Dettagli |
|---|---|
| Raccolta | Metà/fine giugno |
| Vantaggi | Ottima pezzatura, gusto, buona produttività |
| Criticità | Sensibilità a malattie fungine e gelate tardive |
| Zone ideali | Collina, zone soleggiate e calde del Salento |
🔍 Punti di attenzione per il Salento
- Prevedere sistemi di protezione o scelta di impianto in zone meno soggette a gelate tardive.
- Programmare trattamenti preventivi per le principali patologie critiche.
- Considerare l’utilizzo di varietà impollinatrici per massimizzare la resa, anche se autofertile.
- Valutare portainnesti resistenti per i terreni locali, in funzione delle caratteristiche idrogeologiche.






